Dopo la storia con Windows, ho deciso di chiudere anche quella con Google. Come già ti avevo raccontato in un altro articolo, la Google di oggi non è quella di una volta, sempre ammesso che all’epoca fosse tutto vero, e io sono stanco di regalare i miei dati. Arriverà senz’altro un articolo sui vari servizi che possono aiutarti a degoogolizzare del tutto la tua vita digitale, ma per ora ci concentriamo su Proton.
Svizzera, crittografia end-to-end e zero knowledge
Queste sono le caratteristiche principali dei servizi che ti offre Proton, dietro compenso se vuoi usarli bene. Ma voglio fare un breve cenno a ciascun termine perché il significato deve essere chiaro anche se li leggi per la prima volta.
- Svizzera: questa è la parte più semplice. Non essendo in USA, Proton è vincolata al diritto svizzero. Nell’ultimo periodo alcuni paletti sulla privacy sembrano sul punto di vacillare ma l’azienda ha già annunciato che è pronta a trasferirsi. Per il momento, avere dati fisicamente sul continente europeo con un’azienda non legata all’America è più prudente.
- Crittografia end-to-end: questo protocollo garantisce che il pacchetto di informazioni che un dispositivo scambia con un altro sia cifrato e possa essere letto solo da chi lo riceve.
- Zero Knowledge: questa è la caratteristica più importante. Infatti significa che, anche volendo, il servizio che ti fa archiviare foto, file, mail, non ha modo di decifrare nulla, anche volendo. Teoricamente, se le autorità chiedessero di accedere alla tua cartella Proton l’azienda le consegnerebbe qualcosa di indecifrabile visto che la chiave di cifratura è legata solo alla tua password e alle tue parole di sicurezza.
Perché è importante
“Io non ho niente da nascondere!”
Spesso l’utente medio dice o pensa questo. Beh, immagino sia vero ma il punto è un altro. I tuoi dati oggi vengono analizzati automaticamente da chi ti fornisce il sistema operativo, il servizio di storage e tanti altri. Ciò rappresenta una grossa minaccia alla tua privacy che, a mio avviso, è un punto non più negoziabile. Nemmeno io ho nulla da nascondere ma non ci tengo a mostrare ogni dettaglio della mia vita digitale alle aziende. Per troppo tempo ho e abbiamo pensato che Internet fosse “gratis“: che illusione.
Il punto è che devi essere libero tu di decidere come e quando cedere una parte dei tuoi dati, sia il nome e il cognome o altro. Per questo ho deciso di sfruttare la feature più importante della mail di Proton: gli alias.
Come li ho organizzati
Avendo un indirizzo email “vergine“, e potendo sfruttare questa funzionalità, ho pensato ad un approccio radicale. Te lo mostro qui sotto.

Cosa significa? L’indirizzo principale rimane una scatola vuota che solo Proton e i servizi che offre può conoscere. In questo modo evito che la mia mail finisca in database di vario tipo e, in teoria, dovrei vivere una vita più tranquilla. Dovrei anche cambiare il numero di cellulare ma questo è un filo più complesso.
Ho ragionato le categorie in modo che siano tematiche. In pratica quelle che un tempo erano le mie cartelle ed etichette su Gmail oggi sono indirizzi. Se una mail arriva al mio indirizzo servizi so esattamente dove farla finire. Se un indirizzo è vittima di furto di dati e finisce su internet posso anche decidere di cancellarlo. Attenzione perché al momento ne puoi cancellare uno l’anno, quindi meglio evitare di fare strani giochi.
Voglio condividere questi indirizzi solo con siti relativamente sicuri. Niente strani ecommerce o siti che propongono l’ennesimo bot AI che fa miracoli. Quindi si tratta della parte più “sicura” del mio account mail. Ora arriva il bello.
Simple Login: addio alle brutte sorprese
Simple Login è ormai integrato nei servizi di Proton. Lo scarichi come estensione del browser e sei pronto a partire. Ci crei tutte le email false che vuoi, e arrivano tutte nella tua casella di posta Proton. Poi provvedi a filtrarle come vuoi e le gestisci come tutte le mail. Questa tecnica la utilizzi per tutti quei servizi che devi usare ma che sono fuori dalla cerchia di quelli fondamentali per te.
Questa mi è parsa la divisione più sensata e concreta senza troppi giri che si potesse fare. All’inizio settare tutto può esser un po’ lungo ma credo che ne varrà senz’altro la pena.

